#AChatWith: gli Osaka Flu

Gli OSAKA FLU sono una band toscana che, nella propria musica, sceglie di mescolare indie e punk. Lo scorso 9 dicembre è uscito il nuovo singolo NELLA MIA ORA DI LIBERTÀ, cover del brano di De Andrè, che anticipa il disco LA MIA STRANA FAMIGLIA, disponibile dal 13 gennaio e che sarà composto da sole cover di brani cantautorali italiani. Ci siamo fatti due chiacchiere, buona lettura!

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Ciao ragazzi, è uscito il 9 dicembre la vostra cover di “Nella mia ora di libertà”. Come nasce questa scelta?

A Novembre 2015 abbiamo fatto uno spettacolo in carcere suonando delle canzoni che parlavano della detenzione e l’ultimo pezzo era nella mia ora di libertà di Fabrizio De Andrè.  Continuiamo ancora a suonarlo in quella posizione in tutte le  esibizioni degli Osaka Flu.  Dopo i concerti ci chiedevano tutti se era compresa in qualche disco così abbiamo deciso di registrarla.

Che rapporto avete con la musica di De Andrè?

Faber è un esempio di intelligenza e di coerenza e ci ha  insegnato  a guardare le cose da diverse angolazioni. Ogni volta che suoniamo nella Mia Ora di Libertà e pronunciamo quelle parole ci vengono i brividi. Abbiamo i sui dischi sopra il comodino.

 E chi sono gli OSAKA FLU?

Siamo un gruppo indipendente, siamo tre burloni, siamo fumatori, bevitori, casinisti,  siamo convinti che non sia possibile vivere una vita facendo un lavoro che non ci piace, che ci fa schifo, o che produce rischi alle persone, agli animali e all’ambiente solo per fare soldi. Siamo incazzati e cerchiamo di farlo venire fuori nelle canzoni.

Quali sono i vostri punti di riferimento dal punto di vista musicale?

Per il sound ci ispiriamo ai Ramones,  The Clash, Rancid, Beatles,  Cream, Kinks, Undertones, Led Zeppelin, Operation Ivy, The Champs, Eddie Cochran, Beach Boys, The Who e per i testi a Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Rino Gaetano, Skiantos, Giorgio Gaber, Diaframma, Guccini.

Ci raccontate la vostra più emozionante esperienza sui palchi?

Questa estate abbiamo aperto i Tre Allegri Ragazzi Morti, i Deluxe, i Meganoidi, I the Bone Machine ed è stata una super figata. Ma dobbiamo ammettere  che proviamo  le emozioni più forti nei locali e festival meno blasonati, dove nasce la musica indipendente. Per citarne alcuni: il Drunk in public, Portofranko, Velvet Underground,  Il Kinotto, Il Capanno Black Out o Lo Studio RoofTop.

Il video di “Sixteen Tons” (cover di Merle Travis) vide la partecipazione di Giorgio Canali come attore. Come nacque questo incontro?

Alla sagra del Cinghiale di Pieve a Maiano ad Arezzo. A parte gli scherzi! Ci sembrava la persona giusta per la parte. Un amica in comune ci ha messo in contatto poi siamo andati a trovarlo ad un suo concerto: gli abbiamo regalato una bottiglia di gin e lui ha accettato.

Il disco che avreste voluto scrivere?

All’unanimità Sandinista dei Clash. É un disco molto coraggioso, svaria tra punk, Dub, Reggae, Electro- rock, affronta temi sociali che in pochi avevano le palle di affrontare, sembra incompiuto ma dentro c’è tutto.

Quali sono i prossimi progetti degli OSAKA FLU?

Ora ci stiamo concentrando sull‘uscita del disco “L. S. F” (ancora il nome intero e la tracklist completa non s’è detta a nessuno) che uscirà il 13 gennaio e contiene 7 cover di artisti italiani tra cui due pezzi usciti in anteprima “Io Sto Bene” dei CCCP e ovviamente nella Mia Ora Di Libertà di Fabrizio de Andrè. D’estate faremo un po’ di date ma da febbraio la priorità sarà il disco nuovo in cui vogliamo essere ancora più diretti e sporchi.

http://www.osakaflu.com/

https://www.facebook.com/TheOsakaFlu/

https://www.youtube.com/channel/UC7FIzzgZjJROIzE4NIQU9LQ

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