#AChatWith: ANNIBALE, che ci parla dei suoi Elefanti

ALTROVE” è il secondo singolo estratto dal nuovo album di ANNIBALEElefanti. Altrove rappresenta la voglia di scappare verso quello che ci ha fatto e che ci fa bene, parla di persone, di luoghi, di case vuote e molto spesso anche del mare. Parla di quello che vogliamo lasciarci alle spalle e che alla fine, invece, troviamo sempre nelle nostre vite. Altrove è forse l’ennesima canzone che parla dei pensieri di ogni giorno, mentre qualcosa che non ci piace vuole, parlarci, toccarci e a volte anche stringerci. Però, forse, è anche quel pensiero felice che un giorno riusciremo a stringere tra le mani mentre guardiamo il mare. In questa intervista Annibale ci parla di questo brano e dell’importanza della musica in questo momento così complesso.

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L’intervista

Ciao, come nasce il progetto Annibale?

Il progetto Annibale nasce da Nicolò Annibale, e prende maggiormente forma negli ultimi due anni quando ho sentito il fabbisogno di ricominciare da un punto nuovo, lasciandomi alle spalle il  percorso artistico precedente che mi ha portato alla pubblicazione del mio primo album “Ce voglio credere” nel 2016, e che mi vedeva molto diverso. Annibale nasce come “nuovo inizio” e come una nuova storia con cui dò il via ad un percorso fatto da sonorità diverse.

E perché questo nome?

Questo nome non ha un perchè, è il mio cognome e mi rappresenta molto. La scelta di presentarsi solo come “Annibale” perchè da sempre l’ho sentito fortemente sulla pelle, sia per la connotazione storica, sia perchè l’ho sempre trovato estremamente forte per comunicare qualcosa di importante. Il nome con cui si sceglie di presentarsi è molto importante e io non ho voluto stravolgere chi sono, ma semplicemente ricominciare da quello che sono e quello che voglio essere, e in “Annibale” ci ho trovato il modo giusto per comunica chi sono. Diceva Annibale (il generale cartaginese) “o troveremo una strada o ne costruiremo una”: ecco perché ANNIBALE.

È da poco uscito il secondo singolo tratto dal tuo nuovo disco, “ALTROVE”. Ci racconti come è nato?

“Altrove” è nata qualche anno fa, nei primi giorni d’estate. Non ricordo bene cosa mi passava in testa in quei giorni o cosa mi “tormentasse” però ricordo bene il sentimento di quel periodo e la mancanza che provavo nei confronti di un luogo a cui tengo molto. Pensavo alle cose che volevo cambiare e alle cose che volevo ritrovare. L’ho trovata sempre molto preziosa per me, è un pezzo a cui tengo particolarmente e che credo sia fondamentale per il mio percorso e per la mia vita, per ciò che rappresenta: la speranza.

Quanto ci anticipa del disco che lo contiene?

“Altrove” anticipa alcune delle tematiche dell’album e una parte sonora di quello che è tutto il progetto. Lontananza, solitudine, speranza, voglia di fare e di dire. Rappresenta al meglio una delle due stanze in cui tendo a dividere il mio nuovo album.

Perché chiamarlo ‘’Elefanti”?

“Elefanti” perchè nella traccia che da il titolo all’album ho concentrato tutto il fulcro tematico e sentimentale dell’album. “Elefanti” perchè ho cercato di rappresentare il percorso di vita dell’uomo paragonandolo al passo di questi splendidi animali, a cui sono particolarmente legato, e al loro percorso di vita.

Stiamo vivendo uno dei peggiori momenti della storia del nostro Paese dopo la Seconda guerra mondiale. Secondo te, in quanti modi può aiutarci la musica?

La musica può aiutarci tantissimo perchè può tornare ad avere il ruolo primordiale per cui nasce. Forse in questo periodo sarà più facile cercare di dimenticare le hit e concentrarsi sulle canzoni quelle belle, quelle spontanee che aiutano a superare difficoltà come questa, tristezza e paura. Ho semplicemente aiuteranno a pensare alla serenità che stiamo cercando o che speriamo di ritrovare una volta usciti da questa crisi.
A proposito, ti va di consigliarci qualche disco – oltre ovviamente al tuo?
Certo! Consiglio vivamente di ascoltare gli ultimi due album di Allen Stone (Radius/Building Balance), l’ultimo di Mac Miller e purtroppo primo postumo “Circle”. Mentre pensando a qualcosa di qualche anno fa, che a me a fatto molto bene, consiglierei “Caustic Love” di Paolo Nutini e “Vivere o Morire” di Motta.

Quali sono i brani che non vedi l’ora di portare sul palco?

Devo essere sincero, di questo album ho voglia di portare tutto sul palco. Sono davvero emozionato all’idea di suonarlo tutto, visto che ci sono canzoni che già ho suonato e altre che ancora devo cantare live, quindi non vedo l’ora di suonarle tutte, in band, insieme anche a qualche traccia, rivisitata, dell’album vecchio e qualche cover a cui tengo particolarmente.

E quali sono i sogni nel cassetto di Annibale?

Ho tanti sogni nel cassetto, ma attualmente sogno solamente di suonare tanto. Posso dire che non vedo l’ora di laurearmi, sogno di viaggiare tantissimo nei prossimi anni e di cercare di conoscere più cose possibili per migliorare la mia musica e la mia vita.

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