#AChatWith: i Corde Oblique, band folk-gaze

Uscito il 3 aprile 2020 per Dark Vinyl Records (distribuzione Audioglobe), “The Moon Is a Dry Bone” è il nuovo album dei partenopei Corde Oblique. Con questo ultimo tassello del loro personalissimo mosaico poetico, i Corde Oblique lanciano un genere che la band stessa definisce “folk-gaze”, ovvero un miscuglio tra neofolk e shoegaze. Le consuete sonorità folk si intrecciano con qualcosa di nuovo: chi conosce la band, vi ritroverà la loro ormai ben delineata identità sonora, questa volta però agitata da un’attitudine più estrema e spregiudicata. Ce ne hanno parlato in questa intervista.Corde Oblique_The Moon Is a Dry Bone (FILEminimizer)

L’intervista

Ciao ragazzi, come nasce il progetto ”Corde oblique”?

Riccardo Prencipe: nasce come progetto solista da parte di un autore che non sa cantare, esistono tanti cantautori, io sono solo autore. Mi piaceva l’idea di comporre musica per voci diverse.

Perché questo titolo?

Riccardo Prencipe: Da piccoli sogniamo la luna, poi cresciamo e ce ne rendiamo conto: “La luna è un osso secco”. Il disco parla del disincanto e della crescita.

Come presentereste la vostra band, i Corde Oblique?

Ad oggi una squadra da me diretta in cui gravitano personalità ben distinte e definite che danno tanta energia e personalità ai brani. Sono grato in particolar modo alla squadra degli obliqui: Rita Saviano (voce), Edo Notarloberti (violino), Alessio Sica (batteria), Umberto Lepore (basso).

La vostra musica può essere definita “folk-gaze”: da cosa siete ispirati?

Riccardo Prencipe: Sia dal folk tradizionale acustico che dal post rock e dallo shoegaze, ecco perché questo termine.

Nel disco c’è una cover degli Anathema (Temporary Peace); da dove proviene questa scelta?

Riccardo Prencipe: Da sempre abbiamo fatto una cover per disco, diverse di queste sono cover di gruppi metal, avendo noi un passato da metallari. Ha senso fare una cover quando hai qualcosa da aggiungere al brano. Non ha senso riproporlo con lo stesso mood. Le nostre cover sono molto personali.

E non mancano le collaborazioni; come sono avvenute?

Le collaborazioni avvengono per empatia, in sinergia con gli artisti che reputi più vicini. Quando le cose si fanno in questo modo vengono bene. Se invece non c’è empatia il risultato è una timbrata di cartellino, e a nessuno giova, se non all’economia (forse)..

In questo periodo di crisi, come può aiutarci la musica?

Riccardo Prencipe: C’è sicuramente più attenzione. La gente non può ascoltare i live, ma ha più tempo per concentrarsi su un disco, forse per questo il disco sta andando bene.

Ci sono iniziative che state seguendo per non mettere, almeno totalmente, “in pausa” il settore musicale?

Riccardo Prencipe: Mi dedico a impacchettare e spedire i dischi che i fan ci ordinano, a rispondere alle interviste e ad ascoltare nuova musica. I concerti online non mi interessano particolarmente.

Quali sono i vostri progetti post crisi?

Riccardo Prencipe: evitare le cose superflue e selezionare meglio come impiegare il nostro tempo.

dloiRBxc

CONTATTI
http://www.cordeoblique.com/
https://www.facebook.com/cordeoblique/
https://cordeoblique.bandcamp.com/
https://www.instagram.com/cordeoblique/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...